C’era una volta una principessa che viveva in un castello insieme al suo fratellino e al re suo padre. Il sovrano, rimasto vedovo, le ordinò di prendersi cura del piccolo e di rinunciare agli studi, così la porta della biblioteca venne chiusa a chiave e nessuno la riaprì più. La principessa si diceva che in fondo era giusto così, poi però, quando si affacciava alla finestra della torre e vedeva le altre fanciulle andare all’università, soffriva di una tristezza e di una rabbia forti, ma così forti, che le doveva nascondere proprio bene, dentro una botola del cuore. Le sembrava che laggiù ci fossero un leone ed una tigre. Il leone diceva “fai il tuo dovere!” e la tigre “no, voglio scegliere io la mia vita”- e andavano avanti ad azzuffarsi all’infinito. Lei li sentiva litigare, non sapeva a chi dar ragione e diventava sempre più indecisa, priva di forze e piena di rancore. Anni dopo, diventata ormai regina, sognò le due belve. Il leone era mezzo cieco e senza criniera, la tigre era piena di cicatrici . “Maestà non possiamo andare avanti così!”- dissero i due animali-” è una vita che combattiamo tra noi e adesso siamo stufi” “E io che cosa c’entro?” ” Siete voi, maestà, a tenerci prigionieri”- esclamarono- “solo voi ci potete liberare”. Al risveglio la regina chiese agli indovini il significato di quel sogno, ma nessuno lo sapeva. Allora, mentre passeggiava nel grande parco, decise di liberare nel fiume i pesci rossi che nuotavano nello stagno, poi aprì la voliera e vedendo le colombe volare via si sentì più leggera. Poi fu la volta degli armadi: quanti abiti scuri e tristi! La regina, cominciò a sbarazzarsene e scelse invece stoffe preziose e per farne vestiti nuovi. Infine, tra lo stupore di tutti, cominciò a girare scalza per il giardino. Fu così presa da tutti questi cambiamenti che dimenticò le due belve, finchè, molto tempo dopo, le sognò. Vide il leone e la tigre, due animali splendidi, inoltrarsi insieme nella giungla. La botola era vuota, c’era sul fondo solo una cartolina: “Grazie di tutto, ora sei libera regina”




