Immaginate una casa d’epoca nel centro storico di una grande città, uno di quei palazzi antichi con il cancello di ferro battuto che si apre su un cortile piantumato, sottratto agli sguardi dei passanti, dove un portinaio controlla dalla sua guardiola il viavai dei corrieri e degli estranei. Ambra, una donna sulla quarantina, vive lì, con le sue due figlie, in uno splendido appartamento, con i soffitti affrescati e i mobili scelti da lei, antiquaria di professione Ma quella che può sembrare una situazione idilliaca per alcuni anni non lo era stata affatto, finchè la donna non è riuscita a separarsi da Antonio, il suo compagno. Per una serie di motivi la relazione con lui era entrata in crisi: Ambra non si sentiva amata e sopportava sempre meno il suo modo di fare arrogante e il suo disinteresse per lei e le sue bambine, nate da un precedente matrimonio. La donna gli aveva parlato apertamente, gli aveva concesso un po’ di tempo per organizzare il suo trasloco e andarsene, ma passavano le settimane e i mesi e lui non se ne andava dalla casa di proprietà di lei: faceva delle scenate, addirittura piangendo, sosteneva di amarla ancora e diceva di non riuscire a trovare un altro posto dove stare. A volte insisteva per invitarla a cena, a volte telefonava agli anziani genitori della donna perché la convincessero a cambiare idea e insomma, le liti erano quotidiane e l’atmosfera sempre più pesante.
Stremata dalla situazione, Ambra mi contatta e dopo un mese la situazione si sblocca, l’ex compagno se ne va e per lei è una rinascita. Che cosa è successo?
No, la donna non ha chiamato la polizia, non si è rivolta ad un avvocato, non gli aizzato contro un rottwailer. Quello che ha fatto è stato innanzitutto costruire dei confini dentro di lei e non ha più permesso che venissero violati. Stabilire dei confini interiori significa aver ben chiaro quanto vogliamo concedere agli altri e rispettare questa decisione per primi.
Ogni seduta con Ambra è stata come una colata di cemento che andava a costruire mura sempre più solide. Intanto lui diceva di amarla ma in realtà non si curava di lei neanche quando stava male, non aveva mai un gesto gentile, nè tanto meno affettuoso e partecipava poco alle spese di casa. Fino a quel momento Antonio aveva cercato di farla sentire in colpa e lei si faceva degli scrupoli perché, mandandolo via, aveva l’impressione di metterlo in difficoltà, ma in realtà lui non aveva problemi economici e avrebbe potuto benissimo vivere altrove. Inoltre Ambra, all’inizio, non aveva insistito più di tanto, infatti era convinta che lui se ne sarebbe andato in fretta perché, se lei fosse stata al suo posto, non sarebbe rimasta un minuto di più. Lei non avrebbe sopportato di rimanere in un posto in cui non era desiderata, lui invece sì e il fatto che lei lo amasse o no era del tutto ininfluente. Con una certa amarezza la donna si rende conto che lui vuole restare lì soprattutto perché gli fa comodo vivere in quel bell’appartamento a pochi passi dall’ufficio. Ambra capisce così, a sue spese, che per certe persone devi mettere una porta blindata e chiudere bene a chiave perché ti sottraggono tempo, energie e mettono a rischio la tua serenità. Visto che poi aveva la sensazione di essere prigioniera in casa sua, la invitai a immaginare per un momento come sarebbe cambiata la sua vita nel momento in cui lui se ne sarebbe andato e lei sarebbe stata di nuovo padrona del suo spazio. Come sarebbe stato diverso girare per le stanze, quale luce ci sarebbe stata, quanto sarebbe stata felice di mettere a tutto volume la sua musica preferita…Quando Ambra ebbe chiare le reali motivazioni del compagno ed ebbe messo a fuoco il cambiamento che desiderava nella sua vita, il suo atteggiamento cambiò. Smise di perdersi in discussioni inutili, contattò un agente immobiliare e con molta freddezza comunicò al suo ex che da lì a due settimane avrebbe dovuto andarsene, gli aveva trovato tre proposte di case in affitto. Vedendo che il trucco dell’uomo sofferente e ancora innamorato non funzionava più, il compagno capì che era arrivato il momento di andarsene e lo fece. La mattina dopo il suo trasloco, Ambra mi inviò una foto di un mobile che amava molto e che lui, tempo prima, le aveva fatto mettere in cantina perché non gli piaceva. Lei l’aveva rimesso al suo posto e ci aveva appoggiato sopra un vaso di cristallo pieno di tulipani che dava allegria a tutta la stanza.
Questa è una storia vera ( anche se ho cambiato il nome e alcuni dettagli) da cui possiamo trarre alcune riflessioni.
Intanto alla base del comportamento di Ambra c’era una credenza limitante, cioè l’idea che far valere i propri diritti abbia qualcosa di sbagliato e che sempre e comunque nella vita bisogna essere altruisti, non importa se l’altra persona si sta approfittando di te. Ma questo, forse, non lei non lo voleva vedere.
Per anni inoltre si era “accontentata” di un uomo che non amava granchè perché temeva che le bambine risentissero della mancanza del padre, che viveva all’estero, e aveva cercato di dare loro una figura sostitutiva. E’ stato proprio quando ha smesso di accontentarsi e si è focalizzata su cosa l’avrebbe resa davvero felice che la sua situazione si è sbloccata.
Fare chiarezza, mettere confini, capire cosa si vuole e realizzarlo, sono i passaggi fondamentali del coaching ; talvolta è necessario aprire delle porte, talvolta invece chiudere, a doppia mandata, anche eleganti cancelli di ferro battuto.
Quello che conta è far ritrovare alle persone la chiave della loro vita.




