Come dice giustamente Sun Tzu la guerra migliore è quella che si riesce ad evitare, mentre è nell’esperienza di molte famiglie l’impressione che alcune stanze si trasformino in campi di battaglia: madri stremate e con i nervi a pezzi, bambini con l’autostima in frantumi oppure sempre più beatamente pigri, pomeriggi persi, invettive contro la scuola e compiti lasciati a metà.
Una volta esclusi i vari disturbi dell’apprendimento, oggi diagnosticati con sempre maggior frequenza, ecco alcune domande che possono essere d’aiuto per trovare la soluzione giusta per voi.
- Se quello dei compiti è l’unico tempo che mettete a disposizione di vostro figlio, è possibile che lui faccia di tutto per prolungarlo indefinitamente?
- Che cosa succederebbe se prima trovaste un momento per divertirvi insieme e poi vi dedicaste alla scuola?
- Che cosa succede se fa i compiti con un amichetto? Nessuno dei due studia o se la cavano bene insieme?
- E se facesse i compiti seguito da qualcun altro?
- Pensate che senza di voi il bambino non se la riesca a cavare? I compiti dovrebbero essere il suo lavoro, una questione che riguarda lui e le insegnanti.
- Avete mai pensato a cercare un’alleanza con le maestre ?
- Quanto contano le aspettative che avete su vostro figlio e il timore che vada incontro ad un insuccesso?
- E infine : quanto pensate che abbia importanza la vostra esperienza scolastica passata? Avete l’impressione di avere dei conti in sospeso con la scuola?
Il coaching parte dal presupposto che la soluzione sia già dentro al cliente, se avete già trovato la risposta sono felice di esservi stata utile, se avete bisogno di un confronto e di un parere “esterno”, sapete come contattarmi 🙂




