Cosa può succedere quando non ti prendi cura del tuo dolore ?

Ingannata dal suo fidanzato e abbandonata il giorno stesso delle nozze, la donna aveva vissuto da quel momento in poi solo per vendicarsi, convincendo in maniera subdola la sua figlia adottiva a far innamorare gli uomini, solo per disprezzarli e farli soffrire.
Nella sua tenuta di famiglia, una villa sperduta nella campagna inglese, il tempo si era congelato: gli orologi erano fermi, nella cupa sala da pranzo, illuminata notte e giorno solo dalle candele, la tavola ancora imbandita era coperta da muffe, ragnatele e scarafaggi mentre la torta nuziale, afflosciata in un angolo, sembrava una bizzarra scultura.
Il personaggio dickensiano di miss Havisham, descritta nel romanzo “Grandi speranze”, ci racconta molto del nostro rapporto con il passato e delle relazioni con i nostri figli.
Il fatto di continuare a vivere nel passato significa stare in un luogo dove la luce del sole non riesce ad arrivare, i nostri pensieri fatti di rimpianti, rimorsi o desiderio di vendetta sono cibi avariati che non ci possono nutrire, buoni solo per gli scarafaggi.
La stessa miss Havisham è il fantasma della donna di un tempo e gira per le sale del suo palazzo vestita con un abito da sposa ingiallito che la rende più simile ad uno spettro che ad una persona.
L’orfana che ha allevato, Estella, di cui si innamora il giovane Pip, è stata programmata fin da piccola per diventare allo stesso tempo seduttiva e crudele e vendicarla così, dell’affronto subito. Il piano, però, riesce solo in parte: Estella diventa come la madre adottiva aveva voluto, ma alla fine la ragazza vive una vita infelice e la detesta per questo.
Miss Havisham non ha lasciato andare il passato, ha vissuto nel rancore provocando sofferenza a sè e agli altri e alla fine si ritrova ancora più sola.
Anche se quella della nobildonna inglese è una figura romanzesca, la sua storia ci ricorda, il fatto che a volte abbiamo delle aspettative “compensatorie” sui nostri figli . Devono riscattarci, riuscendo là dove noi abbiamo fallito ed essere quello che non siamo stati. Ci ricorda Dickens che le grandi speranze appartengono ai ragazzi e che di certa roba vecchia è meglio fare subito un falò, prima che ci pensi qualche scintilla a far bruciare tutto il castello

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