QUELLE VITE FATTE, FATTE COSI’……

 

A volte la vita è davvero esagerata, come voleva Vasco, perchè ci porta emozioni intense, ci strappa da dove siamo come un fiume in piena, ci toglie dal tepore delle nostre zone grigie per scaraventarci in pieno sole o nel buio più nero.

Ripensavo a quei momenti in cui hai l’impressione di non avere abbastanza contenitori dove mettere la gioia, li hai finiti tutti. Hai finito i catini, le pentole, i tapperware, i bicchieri, anche l’ultimo cucchiaino. C’è una gioia così grande che ti travolge come una cascata e non sai più dove versarla. Quei momenti in cui ti stupisci di provare così tanta felicità tutta insieme. Un grande amore, la nascita di un figlio, un progetto per cui hai dato l’anima che finalmente si realizza. Un paesaggio di una bellezza straordinaria che ti lascia senza fiato. E confusamente capisci che non sei tu a contenere la gioia ma è lei a contenere te. Ti trovi immerso, senza sapere come, in questo mare azzurrissimo che è diventata d’improvviso la tua esistenza e che avvolge te e tutto ciò che ti circonda.

A volte la vita è davvero esagerata nella sua bellezza, nella sua sovrabbondanza, con la sua esplosione di fiori, con i suoi  alberi stracarichi di frutti che magari cadranno per terra e nessuno coglierà. Lo è nell’immensità dell’universo di cui facciamo parte e che tuttavia sfugge alla nostra capacità di comprensione.

E allora, ne parlavo di recente con un gruppo di genitori, forse proprio per questo dobbiamo concedere ai bambini il permesso di esagerare (*) anche se può sembrare un controsenso: non è meglio insegnare la moderazione, l’equilibrio, il sapersi accontentare?

Sì e no. Certo essere equilibrati è un indubbio segno di maturità ed è utile essere misurati quando le circostanze lo richiedono. Ma è indispensabile saper riconoscere la gioia quando arriva e darle lo spazio che merita. Non andarle incontro  con una tazzina da caffè ma con l’autobotte per riceverla, augurandosi che neanche quella basti a contenerla.  E a volte imparare dai bambini, ritornare come loro tutte le volte che ne abbiamo la possibilità. Permetterci di essere felici e folli, semplicemente ebbri di vita.

(*)  Cfr. M.Zattoni, G. Gillini “I sentieri della vita”, Milano,  ed. San Paolo, 2001

 

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